11 marzo 2007

L'icona del Blues

B.B. King (1925-2015)

Riley B. King alias B. B. King, nato il 16 settembre 1925 a Itta Bena, Mississippi USA, è un chitarrista blues americano. Con una lunghissima carriera alle spalle, oggi è uno dei più importanti bluesmen viventi. Con la sua "Lucille", una chitarra Gibson ES-335, è diventato un'icona stessa del genere musicale già a partire dagli anni cinquanta.

King passò molta della sua infanzia vivendo con la madre e la nonna, lavorando come mezzadro. Da giovane, King si appassionò per cantanti neri come T-Bone Walker e Lonnie Johnson e artisti jazz come Charlie Christian e Django Reinhardt. Presto King incominciò a esercitarsi cantando musica gospel in chiesa.

Nel 1943 King si trasferì a Indianola, Mississippi e tre anni dopo a Memphis, Tennessee, dove affinò la sua tecnica di chitarrista con l'aiuto del cugino, il chitarrista country blues Bukka White.

Alla fine, King incominciò a trasmettere la sua musica dal vivo sulla radio di Memphis WDIA, una stazione che aveva da poco cambiato la propria programmazione per trasmettere soltanto musica nera, cosa estremamente rara all'epoca. Alla radio King incominciò ad usare il nome The Pepticon Boy, che più tardi divenne The Beale Street Blues Boy. Il nome fu poi abbreviato a Blues Boy e, infine, a B.B.

Nel 1949 King cominciò a registrare canzoni per la RPM Records di Los Angeles. Gran parte delle sue prime registrazioni furono prodotte da Sam Phillips che poi avrebbe fondata la leggendaria Sun Records.

Negli anni cinquanta King divenne uno degli esponenti principali del panorama R&B collezionando una lunga lista di hits tra i quali "You Know I Love You", "Woke Up This Morning", "Please Love Me", "When My Heart Beats like a Hammer", "Whole Lotta' Love", "You Upset Me Baby", "Every Day I Have the Blues", "Sneakin' Around", "Ten Long Years", "Bad Luck", "Sweet Little Angel", "On My Word of Honor", e "Please Accept My Love". Nel 1962 King firmò per la ABC-Paramount Records.

Nel novembre del 1964 King registrò al Regal Theater di Chicago l'album Live at the Regal che sarebbe ben presto entrato nella leggenda.

Nei decenni successivi King ha registrato sempre meno senza perdere in popolarità grazie alla partecipazione a show televisivi, film e tenendo annualmente circa 300 serate. Nel 1988 ha conquistato una nuova generazione di fan grazie al singolo "When Love Comes To Town", suonata insieme agli U2.

Muore all'età di 89 anni, nel sonno, durante la notte fra il 14 e il 15 maggio 2015 nella sua casa di Las Vegas, per le conseguenze del diabete del quale soffriva da anni.

(Testo tratto da wikipedia.org)


Sito ufficiale

B. B. King website



Canzoni (mp3)

Paying the cost to be the boss (2,4 MB)
Rock me baby (4,8 MB)
The thrill is gone (5 MB)




Facebook

Profilo Facebook B. B. King



 YouTube












16 febbraio 2007

La chitarra sottosopra

Albert King (1923-1992)

Albert King, pseudonimo di Albert Nelson (Indianola, Mississippi, 25 aprile 1923 - Memphis, Tennessee, 21 dicembre 1992) è stato un chitarrista e cantante blues.
Suo padre, predicatore, abbandonò la famiglia quando Albert aveva soltanto cinque anni.

Cominciò a suonare la chitarra quando si trasferì in una piantagione di cotone dell'Arkansas, costruendosi rudimentali strumenti a corde.
Nel 1939 gli fu regalata la sua prima chitarra con la quale, dopo il lavoro, girovagava per club e roadhouse.

Cominciò a suonare dapprima con "Yancery's Band" dove rivestiva il ruolo di chitarrista ritmico, e successivamente formò il suo primo gruppo, "In The Groove Boys"; in questo momento scelse il nome artistico di "Albert King".
Come molti altri musicisti fecero, si trasferì a nord in cerca di successo. A Chicago suonò la batteria nel gruppo di Jimmy Reed.

King suonava la chitarra da mancino (con il manico rivolto a destra). Ciononostante non invertiva l'ordine delle corde nel rovesciare il proprio strumento (disponendo quindi dall'alto verso il basso Mi cantino, Si, Sol, Re, La, Mi).

Il suo particolare stile di esecuzione era caratterizzato frequenti "bending" e da un fraseggio lento e sofferto. Fra i padri della chitarra blues, ha influenzato profondamente lo stile di numerosi musicisti successivi quali Jimi Hendrix, Eric Clapton, Gary Moore, Mike Bloomfield e Stevie Ray Vaughan.
Morì il 21 dicembre 1992 a Memphis (Tennessee).

(Testo tratto da wikipedia.org)





Born under a bad sign (2,5 MB)
Crosscut Saw (2,4 MB)
Match Box Blues (7 MB)





Guarda dei filmati su YouTube

30 settembre 2006

Il Blues del profondo sud

John Lee Hooker (1917-2001)

John Lee Hooker nacque il 22 agosto 1917 nella contea di Cohaoma, nei pressi di Clarksdale, nel Mississippi.
Undicesimo figlio di mezzadri (William Hooker, inoltre predicatore Battista, e Minnie Ramsey) delle piantagioni della famosa cintura del cotone nel Sud degli Stati Uniti, ai numerosi figli della coppia era permesso di ascoltare unicamente canti religiosi.
Il piccolo John, così, fu precocemente influenzato dalla musica degli spirituals che ascoltava alle celebrazioni nelle chiese.

Nel 1921 i genitori divorziarono e l'anno successivo John, con la madre risposatasi con William Moore, traslocò a Clarksdale.
Il nuovo patrigno era un cantante blues che gli diede una prima formazioni chitarristica di base.
Hooker, in seguito, definì lo stile chitarristico di Moore come molto personale ed originale, tributandogli grandi influenze musicali.
Will Moore suonava saltuariamente con Charley Patton quando quest’ultimo suonava nei dintorni di Clarksdale.
Moore era cresciuto in Louisiana ed il suo stile si differenziava da quello prevalente nel Delta: i suoi brani erano composti da un unico, ripetitivo, ipnotico accordo che andava avanti ostinatamente.
Hooker ha fatto suo questo modo di suonare la chitarra facendone un segno inconfondibile del suo stile. Blind Lemon Jefferson e Blind Blacke si recavano spesso a casa di Moore per suonare: furono esecuzioni profondamente impressionanti per il piccolo Hooker che iniziò ad fare del blues una questione di vita.

John seguì le orme del suo patrigno e cominciò a suonare nelle varie feste del suo paese, finché, dopo aver trascorso una decina di anni a Cincinnati cantando in vari cori Gospel nel 1943, mosso dal bisogno lavorativo, emigrò verso il Michigan, nella città di Detroit, dove, lavorando in una fabbrica di automobili, prese residenza fino al 1969.
Divenne assiduo frequentatore dei locali di raduni blues di Hastings Street, il cuore della musica e dello spettacolo nero nella zona est di Detroit.
Fu in questo ambito che diede corpo alla sua vocazione di musicista blues, col suo inconfondibile canto rurale, grezzo ed elegante al tempo stesso, cadenzato da un inconfondibile boogie-riff vocale.

Nel 1948 la carriera discografica di Hooker ebbe inizio: il singolo Boogie Chillen, inciso nello studio di registrazione vicino la Wayne State University. Malgrado egli fosse analfabeta, era un paroliere piuttosto prolifico: accanto ai tradizionali argomenti dei testi blues, costruiti su temi ricorrenti, egli sviluppò parte della sua produzione in maniera originale ed innovativa, rifacendosi alla tradizione ma al tempo stesso proponendo testi nuovi.

Gli anni '60 furono la definitiva consacrazione presso il pubblico bianco: grande gloria gli venne attribuita dalle numerose cover tributate dai complessi rock della scena britannica, frutto della sua tournè del 1963 in Gran Bretagna.

Il 1989 è l'anno dell'album The Healer, opera a cui hanno collaborato diversi artisti di fama quali Keith Richards e Carlos Santana.
L'album guadagnò un premio Grammy award. Dello stesso periodo alcune registrazioni con Van Morrison (Never Get Out of These Blues Alive, The Healing Game, I Cover the Waterfront) e le apparizioni dal vivo con lo stesso artista, pubblicate dal vivo nell'album A Night in San Francisco

Nel 2001, la malattia, poco prima del tour europeo e di lì a poco il decesso all'età di 83 anni.

(Testo tratto da wikipedia.org)





Boom, Boom (2,5 MB)
One Bourbon, One Scotch, One Beer (2,7 MB)
Terraplane Blues (2,7 MB)





Guarda dei filmati su YouTube

26 settembre 2006

Il padre del "Chicago Blues"

Muddy Waters (1915-1983)

Considerato il maggiore Bluesmen di tutti i tempi, McKinley Morganfield (il suo vero nome) è stato anche il fondatore dello stile del Blues di Chicago.
Il nome d'arte deriva dal soprannome che gli affibbiò la nonna: muddy waters significa "acque fangose", e cioè le acque del Mississippi in cui McKinley da piccolo sguazzava.

Con la sua voce ricca e profonda e la sua personalità carismatica, accompagnato da un folto gruppo di stelle del Blues, Waters diventò la figura più conosciuta del Blues di Chicago.

Le canzoni che incese alla fine degli anni 50 e inizi 60 sono particolarmente buone. Molte di queste diventarono dei classici: "I'm your Hoochie Coochie Man", "She's Nineteen Years Old" e "Rolling and Tumbling".

La sua influenza fu enorme su tanti generi musicali: dal Blues, al Rythm&Blues, il Rock, il Folk, il Jazz e infine il Country.

Altri classici sono: "Long Distance Call," "Mannish Boy," e l'inno del Blues "I've Got My Mojo Working" (composta originariamente da Preston Foster).

Muddy Waters morì a Westmont, Illinois a 68 anni, e fu seppellito nel cimitero di Restvale, ad Aslip, Illinois, vicino Chicago.



Canzoni (mp3)

Got my mojo working (2,6 MB)
I'm your hoochie coochie man (2,6 MB)
Long Distance Call (2,5 MB)
Mannish Boy (7,5 MB)



YouTube








24 settembre 2006

La musica del diavolo

Robert Johnson (1911-1938)

Robert Johnson viene considerato uno dei bluesmen più importanti e significativi nella storia del Blues.
Nasce l'8 maggio 1911 ad Hazlehurst nel Mississippi da una relazione extraconiugale della madre Julia Dodds con Noah Johnson.

Narra la leggenda, alimentata anche dello stesso Johnson, che il giovane bluesman abbia stretto un patto col Diavolo per suonare la chitarra.
Ciò nasce dal fatto che i vari musicisti che avevano conosciuto Robert,e che sapevano che non era bravo con la chitarra, si stupirono quando lui tornò, dopo la morte della moglie, ed in un solo anno di tempo si presentava con una bravura eccezionale.
Si dice che in quel lasso di tempo Johnson abbia preso lezioni da Ike Zinneman e da Son House, altre leggende del blues.

Il 16 agosto 1938, a soli 27 anni, Robert Johnson muore a Greenwood, nel suo Mississippi.
Le modalità della morte sono rimaste negli anni molto vaghe. Sembra certo che fu ucciso da un marito tradito, visto anche il fatto che Johnson amava sedurre donne impegnate, ma non è accertato come ciò avvenne.
Alcune fonti attestano come Johnson abbia bevuto da una bottiglia che aveva lasciato incustodita, dove il marito tradito aveva versato del veleno; altre fonti parlano invece di uno scontro a fuoco; altre ancora di un combattimento con il coltello. Ma nessuna di queste versioni è mai stata confermata.

Malgrado il musicista abbia suonato per gran parte della sua vita, sono molto poche le opere che ha inciso.
Un certo H.C. Speirs, negoziante di dischi di Jackson, lo presentò infatti ad Ernie Oertle, un famoso scopritore di talenti; quest'ultimo organizzò per Johnson alcune sedute di registrazione in un Hotel (anche sul nome dell'Hotel ci sono storie contrastanti).
In soli cinque giorni venne composto gran parte del materiale e fra il novembre del '36 ed il giugno del '37 vennero incise le 29 canzoni che rappresentano l'intera discografia rimasta di Robert Johnson.

(Testo tratto da wikipedia.org)




Canzoni (mp3)

Crossroad Blues (2,7 MB)
Sweet Home Chicago (2,8 MB)
Walking Blues (2,3 MB)